martedì 8 agosto 2017

La gravità, la materia oscura, esistono o non esistono?

Recentemente si discute molto sul tema della gravità, della materia oscura (esistono o non esistono?), sulle conseguenze delle scoperte del C.E.R.N. (bosone di Higgs) e sulla gravità... 

Se chiedete a un fisico «Cos’è rimasto da scoprire, ora che avete trovato anche il bosone di Higgs?» quello quasi certamente vi risponderà: praticamente tutto.

Già, perché la materia ordinaria (dai quark fino al bosone di Higgs, appunto) rappresenta appena il 5 per cento del nostro Universo. Il resto sarebbe costituito da energia oscura (68 per cento) e materia oscura (27 per cento). Quest’ultima rappresenterebbe quasi il 90 per cento della massa totale: insomma per ogni grammo di materia ordinaria, ce ne sarebbero, da qualche parte intorno a noi, 9 di materia oscura.

Eppure non riusciamo a vederla, perché, diversamente dalla materia conosciuta, non emetterebbe radiazioni elettromagnetiche e si manifesterebbe solo attraverso effetti gravitazionali.

La sua ipotetica esistenza permette tuttavia agli scienziati di risolvere un problema che li affligge dagli anni Settanta, quando si scoprì che le stelle più lontane dai centri delle galassie ruotano con una velocità molto più alta di quella che dovrebbero avere se ad attrarle ci fosse solo la materia ordinaria.

Trovare la dark matter è dunque come mettere le mani sul Santo Graal della fisica moderna. Ad Amsterdam, sotto la guida di Bertone, ci provano ricercatori di tutto il mondo, dal tedesco Christoph Weniger all’iraniana Nassim Bozorgnia. 

Perché proprio qui? «L’Olanda ha una grande tradizione astronomica» risponde Bertone. Christiaan Huygens, Willem de Sitter, Jan Oort, Gerard Peter Kuiper, uomini che hanno dato in epoche diverse contributi fondamentali alla comprensione dell’Universo, sono tutti nati da queste parti...

L.H.C. Large Hadrone Colliser - C.E.R.N. Ginevra 

La gravità esiste?

di Massimo Corbucci

Già anticamente l’uomo si è reso conto che saltando da una certa altezza, finiva velocemente a terra e tanto più velocemente, quanto maggiore fosse stata l’altezza, fino a schiantarsi a terra e a farsi molto male, se fosse caduto da altezze cospicue, dell’ordine dei 6 – 8 o più metri. Lanciarsi da altezze maggiori sarebbe stato letale!

Sebbene non si comprenda per quale contorto ragionamento intuitivo, l’uomo antico ha sempre avuto la convinzione che la velocità di caduta dipendesse dal “peso” del “grave”.

A dirimere questo dubbio sembra sia stato Galileo Galilei, con il suo esperimento della caduta di legno, ferro e quant’altro, dalla torre di Pisa, dal quale si evinse che, apparentemente, i corpi cadessero con uguale accelerazione, indipendentemente dal materiale di cui fossero composti e dal peso. 

Soltanto il suo allievo Torricelli fece notare che l’aria un pochino inficiava la prova, facendo galleggiare i corpi leggerissimi come piume e per questo propose dei tubi, svuotati dell’aria, allo scopo di condurre l’esperimento col massimo rigore scientifico. 

La domanda che si fecero tutti gli uomini di Scienza fu: che cosa determinava la caduta di un oggetto? Il Prelato e Fisico francese Pierre Gassendi introdusse la più “supponente” nozione, che sia mai stata inventata nella storia della Scienza, delle “cordicelle”, che sebbene non si vedessero a occhio e non si potessero toccare con le mani agitando le mani sotto al corpo in caduta, fu creduta vera senza riserve di alcun tipo.


Isaac Newton sulle “cordicelle” costruì la più grande Teoria mai concepita, detta “gravitazione universale” e non esitò a dare per scontato che la gravità fosse una FORZA fisica, in grado di tirare giù tutte le cose e di accelerarle ad un valore di accelerazione “costante”. 

Poi successivamente queste cordicelle divennero le onde gravitazionali e infine i “bosoni gravitoni” e tutti i Fisici del mondo, escluso me, ci scommetterebbero tutto quello che hanno, che a tirare per i piedi le cose in caduta gravitazionale, sono proprio loro, sebbene gli enormi rivelatori costruiti in più parti della Terra, non abbiano mai rivelato la presenza di onde gravitazionali e i bosoni gravitoni siano ancora “mancanti”.

Con Albert Einstein le cose cambiarono “leggermente”, nel senso che rimase l’idea di qualcosa di “ignoto”, che certamente “tirava” verso “terra” le cose “pesanti”, ma si aggiunse anche il concetto che per effetto della GRAVITA’ lo SPAZIO potesse CURVARSI un pochino, pertanto finisse per premere sulla testa delle persone, come una lastra di plastica che flettendosi, schiaccia le cose! Il cruccio di Einstein, a dire il vero, fu di non essere mai riuscito a far conciliare la sua Teoria della Relatività inerente la gravitazione, con la meccanica quantistica, che voleva ad ogni costo la gravità, assimilabile ad una “raffica” di bosoni gravitoni, sparati come escono le pallottole dal mitra, non con continuità come il getto dell’acqua di un rubinetto.

La rivelazione nel Dicembre 1976

Ancora studente del corso di Laurea in Fisica dell’Università la Sapienza di Roma, rimettendo in un ordine “diverso dal convenzionale”, gli elettroni intorno al nucleo, mi accorsi che la distribuzione non era affatto continua, ma si “interrompeva 2 volte”. Una volta tra il n° atomico 71 e 72 e una seconda volta tra il 103 e il 104. (LA FIGURA MOSTRA L’ORDINE DI RIEMPIMENTO DEI LIVELLI ATOMICI di Massimo Corbucci dell’atomo-112 (allora senza nome), oggi battezzato Copernicio in onore di Copernico. Nella figura si vede il “buco nero” tra 71 – 72 e 103 – 104, che può dare tante risposte alle domande della Scienza, ancora senza risposta).


L’illuminazione concettuale fu tale, che quell’allora studente 22 enne, ritenne di aver capito che la gravità fosse tutt’altro, di quello che per secoli era sembrata agli uomini di Scienza! Non era una Forza fisica!

L’esperimento che dimostra che la gravità non è una forza fisica

A quel tempo, nel 1976, dire che la gravità non fosse una Forza fisica, era un’eresia talmente grave, da meritare la censura di tutto il corpo docente. Negli anni 90 i nodi sono giunti al pettine: alcuni fisici facendo cadere una sfera di alluminio e una sfera di ferro in 2 tubi di Torricelli alti 300 mt, hanno rilevato con sorpresa indicibile, che la sfera di alluminio anticipava di qualche milionesimo di secondo, rispetto alla sfera di ferro. Questo fenomeno è andato sotto il nome di “paradosso gravitazionale”.

La Comunità scientifica pur di non mettere Newton tra gli asini della Fisica, ha puntato disperatamente i piedi ed ha negato che la gravità non fosse una forza.

Anzi ha introdotto la nozione di quinta forza: la gravità che tira in su e si infilzerebbe con attrito frenante tra i 26 protoni del ferro, mentre frenerebbe meno la caduta dell’alluminio, che di protoni ne ha 13. Una teoria esilarante, ma passata ufficialmente come l’unica spiegazione del “paradosso gravitazionale”.

C’è e come la spiegazione, del paradosso gravitazionale, che dimostra come la gravità sia tutt’altro che una forza fisica. Leggete il seguito! Secondo il mio modello atomico nel nucleo atomico i barioni non sono tanti quanti gli elettroni dello shell esterno, ma ne mancano 9: questo “buco” è il Vuoto Quantomeccanico nucleare, analogo ai buchi neri già visti nelll’Ordine di riempimento dei livelli atomici. Pertanto il Vuoto Quantomeccanico può essere considerato il “motore interno” degli atomi e quindi l’alluminio è in caduta gravitazionale più sprint del ferro, dacché ha meno “carrozzeria” da portarsi dietro. Pensiamo a come una Ferrari F1 carrozzata in alluminio è più sprint di quella carrozzata in ferro!

L’ESPERIMENTO CHE DIMOSTRA CHE ESISTE IL VUOTO QUANTOMECCANICO NEGLI ATOMI

Basta far cadere 3 sfere da 3 tubi di Torricelli, fatte rispettivamente di Litio, di Berillio e di Boro. Se fosse giusta la spiegazione che dà la Comunità scientifica alla diversa caduta degli atomi (dopo la scoperta del “paradosso”!) di diverso numero atomico, l’ordine di arrivo sarebbe: 1° Litio, 2° Berillio, 3° Boro.

Osservandosi invece l’ordine di arrivo: Litio e Berillio, allineati senza nessuno scarto e in ritardo il Boro; la Fisica deve essere completamente riscritta.

A parere mio l’annuncio del CERN del 04 – Luglio 2013, sarebbe da ritrattare, perché sia il conferimento della massa, che il conferimento del peso, avvengono attraverso il Vuoto Quantomeccanico!
La ricerca della Particella di Dio sarebbe quindi inutile…

Il concetto di Gravità e quello di pensiero

L’ho chiamato principio di equivalenza gravità – pensiero. Il quid che conferisce massa e peso alle cose altro non è che il “pensiero”. Quel “nero”, quel VUOTO (che vuoto non è) tra il numero atomico 71 e 72 - 103 e 104 e nel nucleo, dove “mancano” 9 barioni, rispetto al numero elettronico. E’ per effetto di quel “nero” che la materia “funziona” perfettamente, gli atomi si avvicinano tra loro, per “affinità”, costituendo molecole complesse, fino a strutturarsi nella complessità del D.N.A. Il DNA stesso permette la formazione di organismi complessi e di organi speciali come il “cervello”, che “secernono” pensiero, il quale era già presente prima del cervello, tant’è che il cervello stesso si è potuto strutturare in modo estremamente complesso.

La scoperta relativa al fatto che la gravità è pensiero, come può cambiarci la vita?

Il giorno che la Comunità scientifica si renderà conto di cos’è veramente la gravità, avrà la risposta a tutti i quesiti insoluti della Fisica:

1) Cos’è la materia oscura
2) Perché nel Cosmo c’è solo materia e non antimateria
3) Cosa c’era prima del Big Bang
4) Cosa sono i “buchi neri” … etc …

La vita dell’Umanità cambierà radicalmente, perché si vedrà che ogni uomo, solo avvalendosi del pensiero, potrà ottenere tutto quello che “de-sidera”, compreso star bene in salute e non avere più alcuna malattia !!! Per questo apparirà esilarante il ricordo di quando si cercava di guarire le malattie con la chirurgia (prendendo a martellate e a colpi di bisturi, il corpo) o con la medicina (somministrando ettogrammi di potentissimi farmaci ad effetto sconvolgente la normale fisiologia). Cos’è davvero il nostro corpo e di cosa siamo fatti? Atomi messi in modo funzionale a “pensare” !!! Una volta compreso come avviene il conferimento della massa e il conferimento del peso, l’Umanità si renderà conto che gli uomini sono fatti niente altro che … della stessa materia del pensiero !!! Siamo fatti della stessa materia dei sogni (cit. M. Corbucci Marzo 1999)

NOTA dell’autore
Quanto scritto è seriamente fondato scientificamente e realistico. Qualora l’esperimento della caduta delle 3 sfere, desse il risultato dimostrato (ed è certo al 100% che lo dia), non ci sarebbe alcun dubbio che quanto sopra detto, sia vero.

9 commenti:

  1. ciao, mi piacerebbe leggere la pubblicazione scientifica dell'esperimento, dove posso trovarla? grazie

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    1. Mi spiace non ne ho idea. Forse questo link potrebbe aiutarla nella ricerca. Ciao :)
      http://www.cortesi-gravity.it/pag_24.htm

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  2. allora il big bang...la nascita...è generato dal pensiero del pensiero, non dal verbo, né dall'aggettivo...................

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  3. Davvero lei crede in quello che scrive, o ha solo bisogno di soldi e non é in pace con il mondo? Mi dispiace molto.

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  4. Se dice a me, come può ben vedere dalle fonti citate, non sono l'autrice dell'articolo. Lo ritengo però un valido spunto di riflessione e di ricerca (come del resto tutti quelli che propongo qui) in quanto nessuno sa tuttora con precisione cosa sia la gravità se non attraverso la dogmatica definizione che tutti impariamo a scuola. Persino Einstein, con la teoria della relatività, andò oltre le leggi di Newton. Se ritiene che la scienza abbia capito tutto e che possiamo fermarci qui non sarò certo io a impedirglielo. Per quanto mi riguarda sono sempre curiosa.. :)

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  5. La sua frase sui soldi mi era sfuggita. Credo sia doveroso precisare che questo è un blog senza scopo di lucro.
    Per il resto sono in pace grazie, e sempre gioiosamente curiosa di scoprire e, magari, comprendere meglio me stessa e il mondo che mi circonda. Ciao :)

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    1. Cara Catherine, grazie per la risposta cordiale.

      Mi scuso per l'equivoco ma mi rivolgevo a Massimo Corbucci, autore dell'articolo 'La gravità esiste?' riportato in questa pagina. Volevo quindi solo invitare a diffidare di chi, come Massimo, propugna tesi rivoluzionarie e anticonformiste senza un reale fondamento o prova accessibile o riproducibile. Il suo blog invece, Catherine, è frutto di un lavoro importante e interessante, per quanto non ne condivida alcune posizioni, e sottolineo che il mio giudizio era unicamente rivolto a Massimo Corbucci e ad altri ben noti personaggi sullo stesso piano (Conforto, Catalano etc.).

      Sono quindi d'accordo con lei che è fondamentale aprire la mente ed essere pronti ad accettare e rispettare una pluralità di visioni, ma l'articolo di Massimo rappresenta solamente spazzatura nel verde giardino del suo blog.

      La ringrazio ancora per il suo messaggio e per il suo lavoro :)

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    2. Nessun problema Fulvio, e ben vengano le critiche che non posso che condividere, terrò conto delle sue!
      Buona giornata :)

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  6. Iniziato in maniera interessante...ma quando è arrivato alla forza del pensiero,beh lasciamo perdere!

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