lunedì 29 agosto 2016

Quello che gli altri pensano di te riflette ciò che sono loro, non chi sei tu

I Sioux avevano un proverbio molto interessante: “prima di giudicare una persona cammina tre lune nelle sue scarpe”. 

Si riferivano al fatto che giudicare è molto facile, capire è un po’ più difficile, ed essere empatici è molto più complicato. Questo si ottiene solo se si sono vissute esperienze simili.

Tuttavia, spesso affermiamo che gli altri ci capiscono, comprendono le nostre decisioni e le condividono, o almeno ci appoggiano. Quando non lo fanno, ci sentiamo male, ci sentiamo incompresi e anche respinti.

Naturalmente, non è colpa nostra, tutti abbiamo bisogno che in alcune situazioni qualcuno convalidi le nostre emozioni e decisioni, è perfettamente comprensibile. Ma subordinare la nostra felicità all’accettazione degli altri o prendere decisioni basandoci sulla paura che gli altri non ci capiscano è un grosso errore.

Perché ciò che gli altri pensano di te, in realtà dice molto di più di loro che della tua persona, riflette chi sono loro, non chi sei tu.

Quando qualcuno critica una persona senza essere in grado di mettersi nei suoi panni, senza mostrare un briciolo di empatia e senza cercare di capire il suo punto di vista, in realtà sta semplicemente esponendo il suo modo di essere. Con le sue parole potrebbe gridare al mondo che pensa che sei una persona cattiva, ma con il suo atteggiamento sta rivelando solo che lui è una persona insicura, con una mentalità rigida e piena di stereotipi.
Si critica ciò che non si comprende o non si vuole accettare...

domenica 28 agosto 2016

Il mondo fino a ieri

Eduardo Zarello

Il libro dell’antropologo premio Pulitzer Jared Diamond già dal titolo, "Il mondo fino a ieri. Che cosa possiamo imparare dalle società tradizionali", si pone a confronto con la modernità.

Nelle isole del Pacifico e dalle testimonianze sugli Inuit, sugli Indios dell'Amazzonia, sui San del Kalahari, sui Nuer o sugli Andamani e molti altri popoli, emerge il mondo di ieri e qui, fuori da una scontata nostalgia, torna per confrontarsi con la verità stessa della vita, che – ereticamente, per i contemporanei – non è fatta di desideri individuali da trasformare in diritti.

Dai viaggi in aereo ai telefoni cellulari, dall'alfabetizzazione all'obesità, la maggior parte di noi dà per scontate le caratteristiche della modernità, ma la società umana, per la quasi interezza dei suoi svariati milioni di anni di vita, non ha conosciuto nulla di tutto ciò. 

E se il baratro che ci divide dai nostri antenati primitivi può apparirci incolmabile, osservando le società tradizionali ancora esistenti, o esistenti fino a poco tempo fa, possiamo farci un'idea di com'era il nostro antico stile di vita. 

Insieme alla consuetudine di trasmettere usi e costumi (tradizioni), l’uomo aveva saggezza di vita, misura, capacità di adattamento e sopravvivenza senza violare gli equilibri naturali... 

sabato 27 agosto 2016

Il terremoto è causato dall’uomo?

Fino ad ora è un segreto, tutti tacciono. Ma la verità sul terremoto comincia a venire a galla, e a parlare non è gente qualunque, ma scienziati! 
 Dal 1956 i Paesi NATO e quindi anche l’Italia hanno concesso ai cosiddetti scienziati enormi quantitativi di residuati bellici per fare esperimenti sui terremoti.

La popolazione italiana, tuttavia, non è mai stata né avvertita né informata ufficialmente. Così come non sono mai stati preparati dei piani di sicurezza operativa per le possibili emergenze. Questo perché gli esperti italiani, spesso baroni universitari, sono assoggettati al potere politico, militare e ovviamente economico.

I fatti però parlano chiaro: Belice (1968), Friuli (1976), Irpinia (1980), fino ai più recenti avvenimenti sono terremoti disastrosi che hanno causato migliaia di vittime e distruzioni, e dietro questi disastri potrebbe esserci la mano dell’uomo.

Ecco le rivelazioni del professor Ignazio Guerra, docente di sismologia del dipartimento di fisica dell’Università della Calabria. Alla luce di quanto successo adesso, sarebbe opportuno indagare e capire chi sta facendo cosa. Di seguito ecco l’intervista integrale al Professor Guerra, che rivela l’esistenza di veri e propri gruppi specializzati nel causare un terremoto...

venerdì 26 agosto 2016

L’Anima Olografica: quindi Il Karma ha esaurito la sua utilità

Gli studi del presente ci dicono ripetutamente che una significativa porzione di persone nel mondo occidentale, ora crede nella reincarnazione. 

Sebbene questo fenomeno sia da imputarsi a vari movimenti esoterici che fiorirono dalla seconda metà del 19° secolo, esso ha acquistato significativamente terreno, negli anni 60, con l’esplosione dell’interesse per quelli che sono gli approcci spirituali dell’Oriente. E tutto questo è stato rinforzato da un proliferare di terapeuti che propongono regressioni in vite passate.

Ora l’ondata sembra ritornare … Per alcuni anni, l’enfasi si è spostata verso l’idea che tutti siamo parte dell’Uno, il Tutto, la Sorgente, l’Assoluto, il Punto Finale, il Grande Spirito o come altro volete chiamare la ‘coscienza universale’. Naturalmente questa non è una nuova idea.

Ma ciò che sta cambiando è soprattutto il fatto che più ricercatori spirituali, improntati sulla mente, tendono verso la visione che tutto al di fuori dell’”Uno”, sia mera “illusione”...

giovedì 25 agosto 2016

La rabbia

Vincenzo Bilotta


Sin da piccoli si è portati a provare rabbia. Nella prima infanzia, infatti, può capitare che i nostri genitori non soddisfino le nostre richieste e che scatenino in noi, per ciò stesso, l'emozione rabbia. 

Essa è, a mio parere, l'emozione più deleteria che un essere umano possa provare in quanto può portare a conseguenze disastrose sia per chi la prova sia per chi si trova ad interagire con il soggetto arrabbiato.

Da piccoli, come da adulti, gli schemi che provocano la rabbia hanno la stessa caratteristica e cioè quella di porre di fronte a noi una situazione che viene a deludere quelle che sono le nostre aspettative e che proprio per questo non è da noi accettata. 

Ma ciò che mi preme sottolineare è che, dal momento in cui nasce l'emozione rabbia, essa provoca in noi un comportamento di reazione inconsapevole che ricalca schemi appresi in precedenza dai nostri genitori o dalle persone che abbiamo osservato da vicino arrabbiarsi durante la nostra infanzia...

mercoledì 24 agosto 2016

H.A.A.R.P., terremoti, paura, cervello..

Proponiamo alcuni estratti da un articolo scritto da Alessio Di Benedetto ed intitolato Angeli, non suonate quest'arpa. 

Come è noto, con H.A.A.R.P. si intende un gigantesco sistema di antenne ubicate a Gakona (Alaska), il cui scopo ufficiale è lo studio della ionosfera, ma che in realtà è una potente arma per manipolazioni climatiche e tettoniche. 
Occorre ricordare che impianti simili, altrettanto potenti, sorgono anche altrove, in Svezia, Russia, Francia, Italia... 

Lo studio di Alessio Di Benedetto è un contributo fondamentale, poiché dovuto ad un esperto nel campo delle frequenze: l'autore, infatti, è docente di Storia ed estetica musicale presso il conservatorio di Foggia. Ha scritto numerosi libri di argomento musicale, in cui spazia dalla storia antica alla fisica, dalla simbologia alle scienze di frontiera. Le sue numerose pubblicazioni hanno riscosso grande successo di critica e di pubblico. 

Chi meglio di Di Benedetto dunque, abituato a disquisire di armoniche, frequenze, vibrazioni... può comprendere i veri fini di H.A.A.R.P.? 
Il testo illumina, con mirabile chiarezza e sulla base di investigazioni scientifiche, la relazione tra risonanza Schumann, la pulsazione naturale della Terra, e l'inquinamento elettromagnetico...

martedì 23 agosto 2016

La follia e la realtà

I fisici, con un processo di rielaborazione ancora lento ed esitante, si stanno rendendo conto che il cosiddetto “modello standard” del reale, che con tanta difficoltà è riuscito parzialmente a unificare la dottrina atomica di Bohr con la cosmologia di Einstein, è soltanto un' approssimazione rozza del vero, valida entro parametri limitati, come lo era l’universo–orologio concepito dal meccanismo di Cartesio e Newton.

Nel mondo reale, al di fuori della scala limitata offerta dai nostri sensi e dai nostri processi razionali e istintivi, non ci sono certezze ma soltanto probabilità. Il tempo non è lineare, bensì si ramifica, torna su se stesso, scorre al contrario. 

E soprattutto la percezione non è PURO ATTO DI REGISTRAZIONE DELL’ESISTENTE, ma è ciò che in effetti DETERMINA il piano di realtà sul quale stiamo agendo. I fenomeni si definiscono e si completano in quanto li percepiamo, altrimenti rimangono in uno stato di indeterminazione probabilistica,non-vivi e non-morti come il gatto di Schroedinger.

Gli scienziati di vecchia formazione, concettualmente inadeguati ad affrontare in modo consapevole questo stato di cose, continuano ad elaborare il tutto in formule che si basano sui soliti modelli, tagliandone via le variabili di cui non sanno come tenere conto.
I filosofi, digiuni di matematiche e intrisi di ottocentesco razionalismo, percepiscono tuttavia che qualcosa sta cambiando e, incapaci per difetto d’ingegno di afferrare il nuovo, ricorrono ad architetture deboli per mascherare la loro inettitudine ad affrontare la rivoluzione in atto.

I letterati, digiuni di tutto fuorché del proprio ego, non hanno ancora capito nulla di quel che sta succedendo e hanno ridotto la narrativa moderna a pamphlet politico, o a catena di montaggio per esercizi d’evasione, o a pratica psico-masturbatoria...