venerdì 17 novembre 2017

Smettere di lavorare

Davide Ragozzini

Questo tempo è il tempo che impone cambiamenti radicali del pensiero, del costume, delle abitudini. Impone lo sviluppo di capacità che ci consentano di avere una visione allargata, quanto meno in termini di possibilità, dell’universo e della sua multidimensionalità, delle nostre latenti capacità intellettive e spirituali. È il tempo che impone una rivisitazione degli schemi sociali, economici ma soprattutto è il tempo in cui urge la nascita di una potente pretesa della nostra libertà.

L’evoluzione, nella sua manifestazione, contraddistingue un individuo (o un piccolo numero) dalla moltitudine.

Non è mai il contrario.

Tutte le volte che accade, questo individuo è costretto a lottare con le idee e il costume diffuso e la moltitudine pretende da lui che si conformi e che soprattutto non comprometta, con le sue azioni o propagande, le loro”verità “ sulle quali arroccano le loro false certezze e le loro “comodità”, fatte spesso di ingiustizie.

Ma in lui fermenta e si agita una forza oscura che lo spinge inesorabilmente in avanti, talora procurandosi terribili sofferenze ma alla fine accade qualcosa che sembra sospinto da una forza soprannaturale: l’individuo riesce in qualche modo a stimolare l’attenzione della massa che lentamente passa da un torpore caratterizzato da scetticismo e incredulità, divenendo infine capace di innalzare la percezione necessaria a comprendere e ad accogliere la nuova visione ...

giovedì 16 novembre 2017

Ecco come apparivano certi familiari oggetti quando sono comparsi sul mercato la prima volta

La velocità con cui si evolve la tecnologia è tale che dimentichiamo rapidamente come apparivano certi oggetti quando furono lanciati sul mercato la prima volta. 


A volte, anzi, non ne abbiamo la benché minima idea!

Forse ricorderete come apparivano i primi telefonini portatili (comunque vi rispolveriamo noi la memoria!), ma ci sono altre invenzioni o oggetti di stile famosissimi che sicuramente non avete visto agli esordi: rimediate scorrendo questa interessante galleria...

mercoledì 15 novembre 2017

Quarta dimensione: qual è e cos’è davvero?


Estratto dal libro “La mente quantica” di Vincenzo Fanelli e William Bishop

La quarta dimensione


La quarta dimensione è il tempo (o la durata).

La quarta dimensione può essere immaginata come una linea che connette quello che facevi un minuto fa con quello che stai facendo adesso.

La quarta dimensione può essere anche intesa come la linea che connette il te stesso appena concepito con il te stesso "deceduto".
Noi però non siamo in grado di vederla nella sua totalità perché viviamo nella terza dimensione.

Quindi il tempo lo viviamo istante per istante senza poter vedere la sua interezza.

Noi esseri tridimensionali vediamo solo sezioni del nostro io quadridimensionale.

In termini ancora più ampi, la quarta dimensione può essere vista come la linea che connette il Big Bang con la fine del nostro Universo...

martedì 14 novembre 2017

Deja vu, una sbirciatina negli universi paralleli?

Chi di noi non ha mai sperimentato, almeno una volta, il curioso fenomeno del déjà vu, quella strana sensazione di aver già vissuto una certa esperienza, senza ricordare il luogo e il tempo?

Il termine déjà vu è francese e letteralmente significa “già visto”. Si tratta di un fenomeno piuttosto comune nell’esperienza sensoriale umana, ma ancora poco compreso. Può capitare di trovarsi in un posto assolutamente nuovo e avere l’impressione di esserci già stati prima. Cosa genera questa particolare condizione della nostra percezione? In passato, questa curiosa sensazione è stata attribuita a tutto, dai fenomeni paranormali ai disturbi neurologici.

Negli ultimi anni, è cresciuto l’interesse degli scienziati per questo singolare fenomeno, facendo emergere una serie di teorie sull’origine del déjà vu e stabilendo che non si tratta semplicemente di un problema tecnico nel sistema mnemonico del nostro cervello, ma di qualcosa di più profondo. Gli psicologi hanno suggerito che il déjà vu potrebbe verificarsi quando gli aspetti emotivi e cognitivi di una certa situazione, sono simili a episodi già vissuti in precedenza.
Tutte le informazioni accumulate nel corso della nostra esistenza, potrebbero generare quella particolare sensazione di familiarità tipica del déjà vu.

lunedì 13 novembre 2017

Nel futuro vivremo 120 anni, ma non tutti

Entro il 2050 l'aspettativa di vita di 120 anni diventerà una norma per la popolazione dei paesi economicamente sviluppati.

Tale previsione è sta formulata da Valerij Cereshnev, dottore dell'Accademia Russa delle Scienze, presidente della Commissione per la scienza e tecnologie ad alto contenuto tecnologico della Duma di stato della Federazione Russa.

Innanzitutto questa affermazione riguarda i paesi dove la gente vive mediamente non meno di 80 anni. La Russia per ora non può vantare questi indici. Le tendenze positive però sono evidenti.

L'aspettativa di vita è un'entità variabile. Oggi meno di tutti vivono gli abitanti di Swaziland, Angola, Mozambico sono fortunati se riescono ad arrivare a 40 anni. I più longevi sono gli abitanti di Andorra e del Giappone – la loro aspettativa di vita è oltre 80 anni. Altri duecento stati si sono distribuiti in mezzo a loro.

A seconda dell'ecologia, sviluppo economico, livello della medicina la gente vive di più o di meno. Eppure potremmo vivere tutti quanti fino a 120 anni ...

domenica 12 novembre 2017

Jim Carrey nel Paese delle Meraviglie


Poco tempo fa ho pensato proprio a lui, chiedendomi che fine avesse fatto. Forse da questa indagine si può ricavare qualche elemento di un'inaspettata risposta..
Catherine


Jim Carrey è uno degli attori più noti di Hollywood. Grazie al suo talento è stato paragonato a mostri sacri della comicità, ed ha interpretato numerosi ruoli iconici, primo tra tutti quello del protagonista di The Truman Show, pietra miliare della cinematografia pop-esoterica uscita a cavallo dei millenni.

Per chi non l'abbia visto, The Truman Show è una sorta di parabola post-moderna sulla presa di coscienza; parla di un uomo che scopre di vivere in uno show televisivo indistinguibile dal mondo reale, un enorme set in cui coloro i quali fin dalla nascita riteneva essere i suoi famigliari e concittadini in realtà recitano un copione ...

Ebbene, chiunque negli ultimi anni abbia avuto modo di seguire le vicende della vita privata di Carrey, avrà notato diverse analogie con il 'risveglio' traumatico vissuto dal suo alter ego filmico: Truman Burbank...

sabato 11 novembre 2017

Chiaroveggenza, intuito, telepatia: l'altra dimensione dell'uomo

Nominare fenomeni che esulano dall’ambito ordinario con cui siamo abituati a interagire, suscita, ancora oggi, in molte persone grande sospetto.

Quando si cerca di parlare di campo magnetico umano, di stadi diversi della coscienza, di intelligenza collettiva ed emotiva o di altri argomenti affini, inevitabilmente si finisce per essere bollati come visionari o invasati.

Sono, quindi, ancora molti gli argomenti che non ricevono una giusta attenzione e tante le scoperte nel campo della scienza che rimangono confinate nei propri ambiti. Provare a rompere questi argini, può portarci a cambiare la prospettiva da cui guardiamo il mondo che ci circonda, nonché l’idea che abbiamo di noi stessi.

Pensiamo, ad esempio, al concetto di “intelligenza”: è comunemente accettata la tesi per cui la Mente dell’uomo risieda nel cervello. Ma se non fosse esattamente così?
Alcuni anni fa, gli scienziati dell’Istitute of HeartMath, hanno dimostrato che il cuore umano genera un campo energetico più ampio e potente di tutti quelli prodotti da qualsiasi altro organo del corpo, compreso il cervello. Infatti, il campo elettrico, misurato dell’elettrocardiogramma(ECG), è all’incirca 60 volte più grande in ampiezza, di quello generato dalle onde cerebrali registrate da un elettroencefalogramma (EEG)...

venerdì 10 novembre 2017

Il mistero della biblioteca metallica di padre Carlo Crespi

Yuri Leveratto

Il Padre italiano Carlo Crespi (1891-1982), era giunto nella selva amazzonica ecuadoriana nel 1927.

Con il tempo aveva ammassato, presso la sua missione salesiana di Cuenca, una fantasmagorica collezione di manufatti antichi d’inestimabile valore storico e archeologico: statuette d’oro di stile mediorientale, numerosi oggetti d’oro, argento o bronzo: scettri, elmi, dischi, placche, e molte lamine metalliche che riportavano delle incisioni arcaiche simili a geroglifici, la cosiddetta “biblioteca metallica”.

Tra le varie lamine, una di esse era lunga circa 20 pollici e riportava 56 segni stampati, come fosse un alfabeto più antico di quello dei Fenici (foto a sinistra del testo).
Padre Carlo Crespi era molto anziano quando fu girato il video di Stanley Hall, che riporto nel corpo articolo (N.B.:nota del webmaster di questo sito: il video l'ho inserito in fondo a questo articolo), e forse era anche confuso, ma nell’ultima parte del video (esattamente nel punto: 4 min. e 18 sec), si vede benissimo che la biblioteca metallica, da lui gelosamente custodita, era reale.

Osservando al rallentatore l’ultima parte del video, dove si vedono le placche metalliche, si nota che vi sono impressi dei segni o una sorta di geroglifici, come se si fosse voluto rappresentare la storia di un popolo.
Carlo Crespi ha sempre dichiarato a tutti i suoi intervistatori che tutti i reperti del suo museo, gli erano stati consegnati, nel corso degli anni, da indigeni Suhar, che a loro volta li avevano raccolti nella Cueva de los Tayos...