giovedì 8 dicembre 2016

Attingere alla nostra chimica felice: dopamina, serotonina, endorfine e ossitocina

Potremmo non avere un albero di denaro, ma possiamo avere un albero di felicità.
Dopamina, serotonina, ossitocina e le endorfine sono il quartetto responsabile per la nostra felicità.
Molti eventi possono innescare questi neurotrasmettitori, ma invece di essere sul sedile del passeggero, ci sono modi in cui possiamo intenzionalmente causare il loro fluire.

Essere in uno stato positivo ha un impatto significativo sulla nostra motivazione, produttività e benessere. Nessuna persona sana di mente si sarebbe opposto ad avere livelli più elevati in quelle aree.

Ecco alcuni semplici modi per “hackerare” i nostri potenziali neurochimici:

mercoledì 7 dicembre 2016

Il presepe nato da un errore di traduzione

C’è chi aspetta il Natale tutto l’anno e chi vorrebbe sparire su un’isola deserta fino all’Epifania; quel che è certo è che in pochi riescono a sottrarsi ai suoi riti, dai regali sotto l’albero ai pranzi con parentado vario e conversazioni interminabili incluse.

A questo proposito, vogliamo dare un piccolo assist ai traduttori suggerendo un tema perfetto per cambiare argomento quando i discorsi virano su terreni spinosi: perché non sfoderare un errore di traduzione che riguarda addirittura il presepe, il cuore stesso del Natale?

Forse non tutti sanno che… il primo presepe fu realizzato nel 1223 da San Francesco nell’eremo di Greccio (in Umbria), per vedere “con gli occhi del corpo” il Bambino neonato adagiato in una mangiatoia, tra il bue e l’asinello.
Ma dove prese il santo le informazioni per mettere in scena la sua rappresentazione?

La mangiatoia, presto detto, è presente nel vangelo di San Luca; ma dei due animali dal caldo fiato non c’è traccia nei testi canonici. Tuttavia loro presenza (come peraltro quella della grotta) è segnalata nel vangelo apocrifo dello Pseudo Matteo… o meglio, nella sua errata traduzione dal greco al latino!..

martedì 6 dicembre 2016

Pietre Magiche: Il Potere dei Cristalli

Il cristallo è di una trasparenza tale da far pensare all'acqua. La sua purezza è tale che la luce che viene assorbita si trasforma per diffrazione in tutti i colori dell'arcobaleno. La sua limpidezza ha fatto sì che venisse paragonato all'acqua pietrificata, sacra agli Angeli, mezzo di comunicazione tra questi e gli uomini, tra il mondo superiore e quello inferiore.

 Secondo gli antichi le pietre preziose e semipreziose erano delle divinità il cui spirito abitava la pietra. Gli sciamani utilizzavano il cristallo come un potentissimo catalizzatore di energia che permetteva di mettersi in contatto con le forze della Natura. Gli Amerindi pensavano che il cristallo di rocca avesse la proprietà di trasportare le anime dei defunti verso la luce celeste. Per questo lo chiamavano la "pietra di luce". 
Lo stesso concetto traspare nel racconto di Biancaneve quando la protagonista viene collocata in una bara di cristallo, simbolo d'immortalità. Come l'acqua e lo specchio anche la sfera di cristallo permette all'uomo di captare meglio i riflessi della luce. Grazie alla sua forma sferica o ellissoidale, trasforma la luce in un'infinità di immagini ricche di simboli che il veggente può decifrare e rivelare.

"Sette lampade di fuoco ardevano davanti al trono, che sono i sette Spiriti di Dio. E in faccia al trono come un mare di vetro simile a cristallo
(Apocalisse di San Giovanni)

Usate sempre e solo pietre grezze

Le smussature oltre a creare traumi al minerale ne danneggiano gli effetti vibrazionali che non vengono più canalizzati pienamente e correttamente. I quarzi e le pietre hanno la loro forma originaria e pertanto questa forma non deve essere violata. Per questa ragione ho scelto solo immagini di minerali allo stato naturale...

lunedì 5 dicembre 2016

Il sistema dell’assistenza sanitaria

Fino a quando non riposizioniamo l’individuo nella sua interezza – corpo e mente – al centro del nostro Sistema di Assistenza Sanitaria, continueremo a spendere miliardi di euro per chirurgie non necessarie e cure non garantite, relegando l’individuo a un ruolo passivo privo di responsabilità o autorità.

Dall’80 al 90% delle persone credono di essere sicuramente in buona salute. “Sì, sono in buona salute”, quasi tutti direbbero. “Così non hai nessuna lamentela sulla tua salute, nessun problema di salute di cui parlare?”, si potrebbe chiedere. “No, davvero…”, risponderebbe la maggior parte delle persone.

Quando poi si fanno domande su qualsiasi lamentela fisica, sciorinano velocemente i loro dolori, con tutte le etichette affibbiate dai medici, quasi come se fossero una componente anomala della “buona salute”. Potrebbero affermare: “Sono piuttosto in buona salute. Oh beh, mi vengono le emicranie e i normali raffreddori. Ho avuto qualche mal di gola, l’influenza di nuovo questo anno, né più né meno di tutti gli altri. Oh sì, la mia sciatica mi da fastidio ogni tanto e il mio medico dice che devo fare attenzione al mio colesterolo, sono un po’ stanco, ma non è così per tutti? Ehi, ma non mi sto lamentando. C’è gente che sta molto meno bene di me. Posso considerarmi relativamente sano. Niente di grave, grazie a Dio.”

Per troppo tempo abbiamo avuto la tendenza a delegare la responsabilità della nostra salute ad altri. L’atteggiamento corrente è: “Faccio quel che voglio e se qualcosa va male lascio che sia il medico a metterlo a posto.” ...

domenica 4 dicembre 2016

Ascorbato di potassio e immunostimolanti atossici

Gianfranco Valsè Pantellini
biochimico ricercatore
Premessa: Questo comunicato (2011) intende fornire, per quanto possibile, una “sintesi essenziale” delle informazioni raccolte sul tema in questi ultimi anni.

LE MALATTIE DEGENERATIVE

. Definizioni:
Per comprendere cosa significhi malattia degenerativa dobbiamo anzitutto definire il quadro biologico che contraddistingue l’individuo sano.Nel nostro organismo, normalmente, avvengono fenomeni di natura elettrica e di natura atomica, sia negli interscambi fra cellula e cellula che all’interno della cellula stessa. Ogni nostra cellula possiede un equilibrio fra il suo interno e l’esterno che si fonda sulla stabilità del potenziale di membrana e sulla regolarità del meccanismo della pompa sodio-potassio.

Tutti gli elementi leggeri (i primi 21 della Tavola di Mendeleev, Idrogeno, Ossigeno, ecc.) sono essenziali per la vita. Di questi,in particolare, sono quattro gli elementi fondamentali: Sodio (Na), Potassio (K), Calcio (Ca) e Magnesio (Mg).
Semplificando i termini, possiamo dire che l’individuo sano si contraddistingue in quanto possiede:
- tutti gli elementi necessari nella giusta quantità
- un regolare potenziale di membrana e un regolare funzionamento della pompa sodio-potassio
- un sistema immunitario integro e dunque efficiente

· Cosa fa sì che il nostro organismo si mantenga equilibrato?
...

Il Sole è una gigantesca fonte di energia guaritrice

Il Sole è una grandissima fonte di energia e di salute per tutti noi. Se ci siamo evoluti su un pianeta esposto al Sole, in cui pullula la vita, proprio grazie all'energia proveniente da questa piccola stella, non sarà che la nostra vita ha necessità di luce solare? E allora perché dobbiamo averne così paura?

Perché ci copriamo gli occhi con lenti scure?
Perché rifuggiamo il sole come la peste?
Ma è proprio vero che il sole è la prima causa di tumore alla pelle?
Animali e piante si nutrono letteralmente di energia luminosa proveniente dal sole... l'uomo è così diverso?

Non siamo forse in grave deficit da luce solare? I nostri occhi non hanno forse bisogno di luce, essendosi sviluppati per interpretare le informazioni luminose? I colori, le immagini che percepiamo non sono altro che immagini di luce che la mente interpreta...

sabato 3 dicembre 2016

Jung, Leonardo e le immagini dell’inconscio

Leonardo suggeriva ai suoi allievi di guardare le macchie sui muri, le venature dei marmi, le nuvole, la cenere, per scorgervi paesaggi ed animali, cose inusitate e mostruose, com'era solito fare lui stesso, abbandonandosi alla potenza evocatrice delle “cose confuse”, perché “nelle cose confuse l’ingegno si desta a nuove invenzioni”.

Nel tedesco corrente gelassenheit significa “calma”, “tranquillità”. La pregnanza storica del termine ha le sue origini nella tradizione mistica (da Meister Eckhart, il mistico domenicano vissuto tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo), in cui indicava il sich lassen, la dedizione e il completo abbandono a Dio.

L’esistenzialismo ricondusse il verbo alla radice di lassen, “lasciare”, “lasciar essere”, alludendo ad un rapporto con le cose che le rispetta nel loro disvelarsi. Jung arrivò ad intendere tale abbandono come l’attingere del singolo alla forza o volontà “superiore” che è possibile scoprire attraverso la funzione trascendente.

Nella weltanshaung junghiana infatti, l’abbandono insito nel geshehenlassen (“lasciar accadere”) assume una valenza-chiave: lasciare che tutto avvenga e tuttavia conservare intatta una vigilanza etica ed intellettuale sono le condizioni dell’individuazione, di una prova totale di sé stessi ...