domenica 10 febbraio 2013

Il microonde riduce i nutrienti degli alimenti e non solo

Il forno a microonde è ormai un elettrodomestico di uso comune nelle nostre case, quasi indispensabile nelle cucine, perché con la vita frenetica riduce notevolmente i tempi di preparazione e cottura dei cibi.

Le caratteristiche principali che hanno permesso a questo elettrodomestico di spopolare nelle case sono:
1. tempi di cottura ridotti ;
2.risparmio di stoviglie e di tempo per la loro pulizia
3.risparmio energetico dovuto ai tempi ridotti.

Erroneamente possiamo anche pensare che sia un modo di preparare il cibo nel rispetto dell’ambiente in quanto non andiamo ad utilizzare combustibili fossili o legno e il consumo di energia sembra contenuto. Le aziende che commerciano i forni a microonde sostengono che vengono protette le sostanze nutritive degli alimenti. Non è così.
Uno studio del 1999 scandinavo evidenzia come degli asparagi cotti in un forno a microonde avessero una riduzione sostanziale delle loro vitamine.
Altro studio legato all’aglio fa notare come 60 secondi nel microonde, sono sufficienti a rendere inattivo il principio antitumorale, l’allicina.

Uno studio pubblicato risalente a novembre 2003 dal Journal of the Science of Food and Agriculture ha scoperto che i broccoli cotti nel forno a microonde con un pò d’acqua perdono fino al 97% di antiossidanti, mentre in una normale cottura a vapore perdono l’11%. Addirittura il latte materno riscaldato nel forno a microonde perde le sue proprietà immunologiche, una diminuzione degli anticorpi, dell’attività della lisozima (una proteina con attività antivirale) ma oltre a ciò vi è un aumento dei batteri.
I batteri contenuti nei prodotti alimentari sopravvivono molto più facilmente in un forno a microonde rispetto ad un forno convenzionale...


La cottura a microonde crea nuovi composti non presenti negli alimenti e nel corpo umano e sono chiamati composti radiolitici, al momento non è ancora noto il loro effetto sul corpo, sono simili a quelli creati dalla radioterapia, in quantità minime, ma non ci sembra una gran bella notizia. Un altro problema del cibo trattato a microonde è che esso ha un colore ed un sapore meno forte se paragonato al cibo cucinato in modo tradizionale soprattutto ciò si verifica nei cibi che contengono della pasta. Questo fatto ha sviluppato ed incoraggiato la produzione di additivi che possono essere usati nei cibi per forno a microonde e che riproducono artificialmente i colori ed i sapori che i consumatori si aspettano di trovare.

Gli studiosi dell’università australiana degli stati di Lara e Ashton nel loro libro che raccomandiamo caldamente di leggere “I Pericoli del Progresso” (Zed Books, Londra, 1999) affermano : “Un esempio di un nuovo tipo tecnologico di sapori special- mente destinati ai cibi da cucinare a microonde sono i recettori. Questi sono di solito incorporati nell’involucro dei cibi per microonde e sono usati per raggiungere delle aree ad alta temperatura; questo da un effetto di rosolatura al cibo durante la cottura a microonde. Un leggero effetto collaterale di alcuni di questi prodotti prima del 1992 significava anche che veniva emessa una piccola quantità di etere bisfenolo Aúdiclicide, una sostanza chimica tossica conosciuta come BADGE, che andava nel cibo durante la cottura a microonde. BADGE era un componente dell’adesivo antigelo usato per fissare i recettori all’involucro.” 
Gli autori citano uno studio del 1992 su 52 campioni di pizza in cui nove recettori usati in una marca contenevano BADGE in una con-centrazione che andava da 0,2 -a 0,3%. La sostanza chimica passava nella pizza quando questa veniva cucinata nell’involucro come da istruzioni (Food Additives and Contaminants, 1994; 11 : 231- 40).
Spesso pane e cereali vengono venduti in involucri cerati per poter facilmente essere scaldati a microonde. Ma uno studio recente ha dimostrato seguendo le istruzioni risultava che il 60% della cera passava nel cibo (Food Additives and Contaminants, 1994; 11 : 79 -89).
La pellicola in PVC che copre il cibo durante la cottura a micro-onde lascia particelle di plastica a tal punto che una ricerca del 1996 raccomandava di non usare plastica PVC a diretto contatto con il cibo durante la cottura. 
E’ riferito il caso di un paziente che nel 1991 in un ospedale di Tulsa, Oklahoma, è morto per crisi anafilattica dopo una trasfusione di sangue che era stato scaldato in forno a microonde. 
L’irradiazione sembra avere alterato il sangue in qualche modo e avere causato la morte del paziente (Journal of Natural Sciences, 1998; 1: 2-7). Nell’Agosto 1989, una ricerca del governo britannico ha dimost-rato che la Listeria ed altri batteri potenzialmente mortali possono sopravvivere nel cibo cucinato a microonde, anche se si seguono le istruzioni 
(Food Business, 1989; 20 :12).

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