lunedì 20 febbraio 2012

Il segreto tenebroso di Bérenger Saunière e la sua morte misteriosa

Tralasciando diversi dettagli secondari della storia di Béranger Saunière, parroco di Rennes-le-Château a partire dal 1885 e fino alla sua morte misteriosa nel 1917 (seppure va ricordato che fu sospeso dall'incarico per alcuni anni in seguito alle sue tante peripezie), dobbiamo concentrarci su determinati particolari che la dicono lunga sul fatto che questo semplice prete in realtà era di sicuro a conoscenza di un segreto di portata mondiale.
Tutto comincia nel 1891 con la scoperta, all'interno della Chiesa di Maria Maddalena, di quattro misteriose pergamene contenute in un pilastro cavo. Due di esse avrebbero riportato strane e inquietanti genealogie, mentre le altre due riproduzioni apparentemente anodine di brani del Vangelo.
Il mistero si complica quando, dopo aver fatto un salto a Parigi a conferire con illustri studiosi del Seminario di San Sulpice (tra cui il giovane esoterista Emile Hoffet) ed essere ritornato in paese, scopre una notte una tomba speciale, a quanto si dice contenente i resti di una certa Marie de Negre d'Ables, moglie di François d'Hautpoul de Blanchefort, morta secondo le cronache il 17 Gennaio del 1781. Un particolare molto intrigante è che il marito di questa signora era nientemeno che un discendente diretto del Gran Maestro dei Templari, Bertrand de Blanchefort.
Per quanto riguarda le discendenze si narra che Saunière avrebbe in realtà trovato l'albero genealogico di Dagoberto II dal 681 al 1244 e dal 1244 al 1644...
Secondo diversi studiosi si narra che appunto nel 1644 sarebbe avvenuto un fatto assai conturbante di cui ne accenno piccoli dettagli: in sostanza un certo François Pierre, Barone d'Hautpoul, marchese di Blanchefort e signore di Rennes-le-Château avrebbe redatto nel novembre dello stesso anno un testamento misterioso e lo avrebbe fatto registrare da un notaio, tale Captier di Esperaza, una cittadina non lontana da Rennes-le-Château, in cui si sarebbe accennato ad un segreto di Stato.
In relazione a questo presunto testamento, nel 1781, il curato di Rennes-le-Château di allora, Antoine Bigou, avrebbe ricevuto una confessione inquietante, proprio dalla Marie de Negre già nominata, riguardante un segreto di famiglia.
Ma adesso dobbiamo riportare una parte importante di una misteriosa missiva datata Parigi 2 luglio 1966 e inviata ad un certo signor Fatin, proprietario del Castello di Rennes e grande archeologo, nella quale, ad avvalorare la tesi che Saunière aveva trovato davvero qualcosa di molto importante. Un Istituto di Ricerche Librarie, che avrebbe acquistato la biblioteca dell'Hoffet sopra nominato, specifica quanto segue:
"Gentile Signore,
Dopo la nostra visita della settimana scorsa al vostro castello di Rennes, e prima di lasciare la Francia, abbiamo il piacere di potervi informare che il vostro castello È in effetti storicamente il più importante della Francia, perché questa dimora fu il rifugio nel 681 del Principe Sigebert IV figlio del Re Dagobert II, divenuto San Dagobert; tra i loro discendenti vi sono i Conti di Rhèdae e i Duchi di Razès. Fatti accertati per mezzo di due pergamene recanti il sigillo della Regina Blanche de Castille, con il testamento di François-Pierre d'Hautpoul registrato il 23 novembre 1644 da Captier, notaio in Esperaza (Aude), documenti acquistati dalla nostra Società con una parte della Biblioteca dell'Abate E.H. Hoffet, Via Blanche 7, a Parigi, che deteneva questi documenti dell'abate Saunière, antico curato di Rennes-le-Château."
Questa, a detta di vari studiosi, sarebbe la prova provata che effettivamente Saunière aveva trovato i manoscritti e che una copia di essi sarebbe stata lasciata in mano ad Emile Hoffet.
Ricordiamo a questo punto le due decifrazioni tratte dalle perganene:
A RE DAGOBERTO II E A SION APPARTIENE QUESTO TESORO ED EGLI È LA' MORTO.
PASTORA, NESSUNA TENTAZIONE. CHE POUSSIN, TENIERS, DETENGONO LA CHIAVE: PACE 681. PER LA CROCE E QUESTO CAVALLO DI DIO, IO COMPIO "O ANNIENTO" QUESTO DEMONE DI GUARDIANO A MEZZOGIORNO. MELE AZZURRE.
Tralasciando la prima, sorprende nella seconda decodificazione l'accenno alla misteriosa chiave 681 che stranamente ci riporta all'albero genealogico di Dagoberto II a partire proprio da questa data, un punto molto oscuro che fa molto riflettere.
Chi era in sostanza questo Dagoberto II e suo figlio Sigisberto IV?
Quali relazioni vi potrebbero essere tra questi personaggi e il misterioso "segreto" scoperto da Saunière?
Quali oscuri collegamenti genealogici vi potrebbero essere con una eventuale discendenza di sangue di Gesù culminata proprio nel 681 con eventuali matrimoni tra questi re con il lignaggio di Cristo?
Misteri sopra misteri.
Ma passiamo adesso ai lati oscuri e sinistri occorsi a Saunière negli ultimi giorni della sua vita.
Il 17 Gennaio del 1917 il parroco si sente improvvisamente male e pochi giorni dopo, il 22, muore dopo che un prete, chiamato da un paese vicino, avrebbe rifiutato di dargli i conforti religiosi allorché ne raccolse le sconvolgenti rivelazioni, che gli avrebbero tolto il sorriso per moltissimi mesi.
Cosa gli avrebbe rivelato il famoso parroco?
Ma è la data che risulta fortemente sospetta.
Il 17 Gennaio ricorre l'anniversario della morte di Marie de Negre d'Ables ed inoltre è il giorno della festa di San Sulpicio e ricordiamo che era stato proprio nel seminario parigino dedicato a questo Santo che Saunière aveva consegnato le pergamene all'abate Bieil e a Emile Hoffet.
Ciò che fa più riflettere è la diceria secondo la quale alcuni giorni prima la fedele perpetua Marie Denarnaud sarebbe andata ad ordinare una bara per il suo padrone.
Si tratta forse di mormorazioni senza fondamento, ma molti sostengono che prima dell'attacco apoplettico il Saunière scoppiava di salute.
Saunière fu dunque assassinato in modo subdolo, in maniera che nessuno sospettasse niente?
Non dimentichiamo che un ventennio prima, nel 1897, era stato ucciso in maniera feroce un suo collega parroco di un paesino vicino, certo Gelis, un uomo col quale si dice fosse in stretti rapporti di amicizia forse in relazione a conoscenze esoteriche che entrambi avrebbero condiviso.
Anche dopo la morte di Saunière si registrarono morti e incidenti sospetti, in una scia di sangue che sembra indicare che qualcuno agisce da dietro le quinte per ridurre al silenzio quanti tentino di addentrarsi nelle fitte nebbie della scomoda verità forse scoperta di Saunière.

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