martedì 30 settembre 2014

Questo diffuso trattamento dentistico è causa del cancro e di altre malattie croniche?

Hai una malattia cronica degenerativa? Se così fosse, ti è stato mai detto: “E’ tutto nella tua testa?” Beh, la verità potrebbe non essere poi così lontana… Questo perché la causa principale della tua malattia potrebbe venire dalla BOCCA.

C’è una “comune” procedura dentale che secondo il parere dei dentisti è completamente sicura e non invasiva, ma che al contrario gli scienziati ne conoscono i seri pericoli da oltre 100 anni e stanno cercando in ogni modo di metterci in guardia da essa. Ogni giorno solo gli Stati Uniti eseguono su oltre 41.000 persone questa procedura odontoiatrica e i pazienti sono convinti di risolvere definitivamente e in modo sicuro il loro problema.

Qual’è e in che cosa consiste questa procedura dentale?

Il trattamento del canale radicolare. Ogni anno solo in America, vengono eseguiti più di 25 milioni di trattamenti del canale radicolare. I denti sottoposti al trattamento del canale radicolare sono essenzialmente denti “morti”, in grado di diventare veri e propri incubatori per i batteri anaerobi altamente tossici che possono, in determinate condizioni, farsi strada nel flusso sanguigno ed essere la causa di serie patologie mediche, che non si manifesteranno prima di una decina d’anni.

Purtroppo la maggior parte dei dentisti è ignara dei potenziali rischi per la salute dei loro pazienti e degli eventuali pericoli ai quali li sottopongono, rischi che persisteranno per il resto della loro vita. L’Associazione Dentisti Americana sostiene che il trattamento del canale radicolare sia sicuro, ma non hanno mai pubblicato dati o effettuato vere e proprie ricerche a dimostrazione di questa loro affermazione ...

lunedì 29 settembre 2014

Effetto placebo e nocebo

Marcello Padmio
tratto dalla dispensa "Pensiero che cura"

Il termine ‘Placebo’ è il futuro del verbo latino ‘placere’, e significa letteralmente ‘piacerò’. Si tratta di una sostanza inerte, priva di qualsiasi principio attivo terapeutico, o di un provvedimento non farmacologico (consiglio, conforto, atto chirurgico non invasivo, ecc.) che provoca un effetto positivo su un sintomo o addirittura su una malattia. 

Studi in ‘cieco’ (dove il paziente non sa cosa sta prendendo) hanno dimostrato in patologie con una rilevante componente psicosomatica (come emicrania, insonnia, ecc.) un effetto placebo fino all’80%. Studi in ‘doppio cieco’ (sia il paziente che il medico che somministra non sono a conoscenza) hanno dimostrato che raddoppiando la dose di placebo si ottengono risultati terapeutici migliori di quelli con dose normale.

Questo incredibile fenomeno, che non è psicologico, è conosciuto da moltissimo tempo, ma oggi si ritiene che fino al 60% dei progressi ottenuti con un trattamento (qualsiasi esso sia) possano essere dovuti a una risposta placebo!
Il biologo molecolare Bruce Lipton, autore del best seller “ La Biologia delle credenze: come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula” chiama l’effetto placebo, ’effetto credenza’ per sottolineare come le nostre percezioni, vere o false che siano, hanno lo stesso impatto sul nostro comportamento e sul nostro corpo. Egli è totalmente a favore dell’effetto credenza (placebo) perché costituisce una prova sorprendente della capacità di autoguarigione dell’essere umano ...

domenica 28 settembre 2014

Julian Assange: "Google è diventato malvagio"

Il leader di Wikileaks parla del suo nuovo libro sul colosso del web. Che controlla i nostri dati personali in accordo con la politica estera Usa e l'establishment dell'intelligence. E finisce per comportarsi come l'Nsa.

Sono quattro anni che ha perso la libertà e vive da internato. Prima in una splendida casa georgiana nel cuore della vecchia e verde Inghilterra, Ellingham Hall, dove è rimasto agli arresti domiciliari per un anno e mezzo. Poi nel quartiere glamour di Londra, Knightsbridge, dove attualmente si trova, rintanato nell'ambasciata dell'Ecuador, che gli ha concesso asilo politico ormai da due anni. 'Incertezza' è la parola chiave nel futuro di Julian Assange. Nessuno sa come la sua incredibile storia finirà. L'impasse diplomatico-giudiziario continua. Così come continua l'assedio dell'ambasciata da parte di Scotland Yard, sempre pronta ad arrestarlo se solo mette un piede fuori.

Tante volte WikiLeaks e Julian Assange sono stati dati per spacciati. Nel dicembre 2010, appena lui e il suo staff hanno iniziato a pubblicare i cablo della diplomazia americana, si sono visti tagliare dalla sera alla mattina, con un procedimento stragiudiziale, la possibilità di ricevere donazioni dai sostenitori. Improvvisamente Visa, Mastercard, PayPal, Western Union, Bank of America hanno chiuso i rubinetti.

La scena di WikiLeaks ridotta nei messi successivi a vendere adesivi per sopravvivere ha fatto concludere a troppi che Assange e la sua organizzazione fossero ormai finiti. Un'intrigante meteora per attivisti e libertari. Un incubo passeggero per i potenti sempre bisognosi dello scudo della segretezza. In ogni caso, a tanti WikiLeaks sembrava un'avventura finita. E invece abbiamo visto con il caso Edward Snowden quanto fosse sbagliata la previsione ...

sabato 27 settembre 2014

Identificazione

Ambra Guerrucci

Un altro ostacolo che si pone tra le persone e la consapevolezza è l’identificazione, un fenomeno che vede l’individuo immedesimarsi con un oggetto, idea, convinzione, pensiero, o emozione. Ogni persona è identificata con qualcosa: la propria professione, religione, partito politico, nazionalità, con un gruppo etnico, una città, una squadra sportiva, o, più comunemente con il proprio nome e il proprio corpo.

Un altro aspetto dell’identificazione è il sentirsi “tutt’uno” con un’altra persona, ma non energicamente, bensì proiettando su di essa la propria identità desiderata o le esperienze passate. 
Può accadere anche che ci si identifichi con la macchina che possediamo, con una marca d’abbigliamento, e se proviamo a riflettere sul modo in cui funziona l’identificazione, scopriremo, che anche noi siamo identificati con qualcosa. 

Ad esempio, vi siete mai sentiti offesi nel sentir criticare la vostra nazione o città? Come vi sentite se viene criticata la macchina che guidi, il lavoro che svolgi, il tuo corpo, o lati del tuo carattere? Forse le critiche sono appropriate, magari sono le stesse che in alcuni momenti pensiamo anche noi, ma sentirselo dire da altri ci fa sentire offesi, perché ci siamo identificati con quanto criticato. 
Quando ciò accade è impossibile vedere le cose obbiettivamente, l’argomento diventa “personale”, in quanto percepiamo l’oggetto della critica come parte di noi. Se osserviamo la struttura della nostra personalità (l’ego), ci accorgiamo che parte di essa si è originata attraverso lo stesso processo dell’identificazione: definiamo noi stessi, ci etichettiamo, attraverso l’associazione con una certa nazionalità, professione, religione, cultura, classe sociale, e attraverso la nostra personalità. 
Quando ci domandano: “Chi sei?”, generalmente tendiamo a rispondere elencando le cose con cui siamo identificati, ad esempio, se facciamo questa domanda a qualcuno, potremo sentirci rispondere: “Sono Francesco, vivo a Firenze, e di professione sono avvocato. Sono di fede Cattolica, vado ogni domenica in chiesa, faccio volontariato al Grean Peace, tifo per l’Italia e voto sempre il Partito Democratico.” Una persona del genere, che se ne renda conto o meno, è identificata con il ruolo sociale, una professione, una città, una religione, un associazione, un partito politico ed una squadra nazionale ...

venerdì 26 settembre 2014

Pensieri sulla clonazione

Claudio Gregorat

Nei tempi moderni le novità, le scoperte, le innovazioni si susseguono a ritmo serrato e talvolta frenetico. L’anima umana riesce con fatica ad accorgersi appena di qualcosa di nuovo, che ecco viene subito sopraffatta da altra novità, di modo che le è difficile poter formulare un qualsiasi giudizio sulle cose: giudizio che, in ogni caso, bisognerebbe tentare di formare.

Questa esperienza produce una sorta di disagio interiore, poiché si avverte che quelle scoperte e novità, passano come al di sopra delle nostre teste di uomini: e questo fino al punto tale da non lasciarci nemmeno il tempo di soffermarci un attimo col pensiero. Si avverte come una forza che preme, preme, spinge continuamente senza sosta. E in questo movimento trova gli uomini sprovveduti e impreparati.

Dalla Scienza dello Spirito sappiamo essere tutto questo opera dello Spirito Arimanico, sempre proiettato verso il futuro, che così, avvicina terribilmente verso di noi e la nostra epoca presente, fenomeni e accadimenti che l’uomo potrebbe accogliere con piena coscienza soltanto in epoche future. Così la nostra immaturità di uomini - sopratutto morale - viene alla luce in modo gigantesco. E l’atteggiamento che ne consegue è un’accettazione passiva, un subire gli eventi quasi con rassegnazione.

L’immaturità morale dei cercatori, sperimentatori è palese in quanto, quasi per principio, l’aspetto morale è stato tenuto lontano dalla ricerca scientifica come elemento <inquinante>. Così lo scienziato-cercatore, prosegue imperterrito nelle sue ricerche, incurante delle conseguenze, spesso tragiche, dei suoi raggiungimenti. Né si accorge che, in fondo, non è lui che inventa e trova, ma sono gli Spiriti arimanici in lui, che gli suggeriscono le idee e le tecniche opportune ...

giovedì 25 settembre 2014

Fisiologia occulta e medicina antroposofica


Rudolf Steiner (1861-1925) è stato un filosofo e pedagogo austriaco. Ebbe una formazione scientifica regolare di tipo accademico; oltre a ciò, in seguito alla lettura delle opere scientifiche di Goethe, in giovane età cominciò ad avere percezione cosciente delle forze sottili che si articolano dietro le forme dei regni naturali, trovando una via per indirizzare e sviluppare una sua innata ‘chiaroveggenza’.

Queste sue esperienze furono poi affinate dall’incontro con alcuni Maestri di cui fa un cenno fuggevole nella sua biografia, e più ancora dal contatto diretto con filiazioni della Tradizione esoterica occidentale (fra cui la Massoneria Egizia di cui fu G.M. per l’Austria) e dalla ricerca individuale, il che ha permesso di ampliare e integrare le sue conoscenze. Ha elaborato un insieme di metodiche per sviluppare (attraverso il controllo dei propri processi di pensiero e di formazione delle immagini) la capacità di verificare tutte le sue affermazioni, secondo un metodo che vuole essere scientifico-spirituale.

Le sue doti geniali gli hanno permesso di influenzare ogni ambito dello scibile umano, portandolo a scrivere più di 9000 conferenze su ambiti che vanno dall’agricoltura, alla medicina, all’economia.

E’ fondatore fra l’altro dell’ agricoltura biodinamica, della pedagogia Waldorf e della medicina antroposofica (insieme con la dott.sa Ita Wegman).

Secondo la sua concezione questa è l’anatomia sottile dell’uomo:

mercoledì 24 settembre 2014

Il Potere delle Domande

“A dirigere la tua vita non sono le risposte che ti dai ma le domande che ti poni”

Le domande hanno un potere fondamentale, quello di direzionare il focus dell’attenzione. Esse sono uno strumento potentissimo a tutti i livelli della comunicazione umana: nella comunicazione di massa, in quella interpersonale e nella comunicazione intrapersonale (con sé stessi).

Nella comunicazione intrapersonale le domande che una persona si pone di fronte a una qualsiasi esperienza sono insieme la causa e l’effetto di come quella persona si rappresenta mentalmente quell’esperienza. Chiedersi “perché continuo a fallire in questa situazione” o “come posso trarre vantaggio da questa situazione” direziona in modo radicale le successive azioni della persona che si è posta l’una o l’altra domanda, focalizzandosi sul problema o sulla soluzione.

Domandarsi “come posso fare a scoprire se il mio partner mi tradisce” oppure “come posso fare a indurre il mio partner a riavvicinarsi a me” dririgerà la propria attenzione portando a sviluppare comportamenti diametralmente opposti; si otterranno risultati altrettanto differenti inducendo comportamenti diversi anche nel partner. 
Quello che conta è dove si rivolge la propria attenzione perché è in quella direzione che la nostra mente, il nostro corpo e le nostre azioni saranno diretti. ...